Teofania

Che splendido regalo che mi hai fatto
al vecchio Ulisse sfatto, naufrago
su uno scoglio, scompigliati i capelli,
impastati di sale –
gli occhi incollati, miopi
incapaci di scorgere le forme agili
i lievi passi di fanciulla
farsi vicini
fra rena e sassi intorno al suo giaciglio,
ma lei avanzava senza batter ciglio
lo guardava dritto negli occhi
e lui si accese a un tratto
si volse lustro nella luce
e così apparve a sé stesso regale,
giovane e audace.
Le fece cenno, un saluto
e lei veniva verso di lui
svelta, sicura, quasi sfiorando i sassi,
e si prendeva cura del miracolo.
Si avviarono insieme mano per mano
verso la reggia antica.
Nessuno saprà mai se questa amica
del vecchio Ulisse, recasse nome
Atena o Nausica.

Metanoia

Ho letto troppi testi degli amici
in rima, mezzarima oppure senza
ora son stanco ho perso la pazienza
faccio troppa fatica e ho più nemici.
Ho letto autori e soprattutto autrici
cercato la più lieve differenza
nel numero di sillabe ed accenti
ho cercato di far tutti contenti
non rinunciando mai alla trasparenza
dicendo pane al pane e vino al vino
cercando di schivar la maldicenza
quanto è vero che mi chiamo Pino
e che son nato il primo, di Aprile
come per uno scherzo del destino
e non sopporto nessun gesto vile.
Or però giunto alla fine del cammino
– che di fiato già manco –
mi sento stanco di prestare il fianco.
Ho deciso così, mi metto a dieta
smetto di leggere: diventerò poeta!

Relativity

Mia traduzione di una poesia di Bill Dodd

Who says leaves fall?
They haven’t seen
the way this dawn
in a rash breeze
leaf after leaf
of the chestnut
turns cartwheels in the sky.

Hold tight! Feel the earth waltzing
onto each spinning leaf
crash-landing there
time and again
safely, softly.

Relatività
Chi dice che le foglie cadono?
Non hai visto come all’alba
nella spericolata brezza
foglia dopo foglia del castagno
piroetta, volteggia nel cielo!

Tienti stretto! Senti la terra
balzare su ogni foglia rotante
precipitando sopra volta a volta
toccando terra
soffice e sicura.

Annuncio

Sto diventando presbite,
non riconosco il prossimo
quanto più si avvicina
_quando diventa ostacolo
sopra del mio cammino_
sì che sovente incespico
con la trave nell’occhio
e non accolgo l’ospite
che mi bussa alla porta
né riconosco l’angelo
che un messaggio mi porta.
Rinchiuso sì nell’angolo
di un mio vago ricordo
vieppiù mi faccio schivo
– forse sto diventando pure sordo
e per saper se sono ancora vivo
questo dito mi mordo mentre scrivo.

Vigilia 24.12.19

Ci scambieremo doni questa notte soltanto
poi domani riprenderemo in mano le armi
e le maschere
per questa pia crudele pagliacciata
che chiamiamo vita.
Ci avvinceremo in abbracci sotto l’albero
ci culleremo come barche attraccate
allo stesso molo in tempi di bonaccia,
forse ci scioglieremo pure in lacrime
d’affetto
per ricordi o propositi scartati sotto l’albero
perdoni ricevuti e offerti
buoni e onesti propositi, suggellati da un brindisi
questa notte soltanto
poi domani
riprenderemo a crivellare a raffiche
anche il muro del pianto.

Orgasmo – con traduzione inglese di Bill Dodd

Spegnila quella luce, dai

che forse faremo l’amore

come una volta, sai,

spegnila, sì, vedrai verranno i morti

a benedire ogni carezza tua e mia

e poi staranno in silenzio ad ascoltare

ogni sospiro tuo e mio

ogni tuo e mio più forte

ansimare

fino all’ultimo sussulto dell’orgasmo

piena di mare

ascolta come bussano alle porte,

dicono che sanno tutto di noi

ma si sbagliano, sai, siamo noi

a sapere tutto di loro

che non possono più aggiungere o togliere

nulla

e perciò stanno muti in ascolto

di ogni stormire di fronde

del fruscio di ogni carezza

fra queste lenzuola.

Ora, guarda, sono venuti a benedire

la nostra meravigliosa e provvisoria,

condivisa, fra noi, piccola morte.

Climax

Go on, switch off the light

maybe we can make love

the way we did in the past

switch off, and watch, the dead will come

to bless each of our caresses

they’ll stand by us in silence

listening to each of our sighs

to our louder and louder gasps

till the last shudder of orgasm

fills us with sea

hear them knocking at the gates

they say they know all about us

but they’re wrong, you know,

it’s us who know about them

there’s nothing they can add or subtract

so they stand and listen like mutes

to the swishing of fronds

to the rustle of each caress

between these sheets.

Look, now they’ve come to bless

our momentary, wonderful

shared-between-ourselves little death